12 06 2013

# Vita di residenza, incontro con Elena Pasqualotto, Cavaliere della Repubblica

Di fronte a Elena Pasqualotto, madre di cinque figlie, moglie di un chirurgo, laureata in pedagogia appena dopo la seconda maternità e infermiera di professione e responsabile dell'équipe infermieristica di un reparto al Campus Biomedico, si rimane inevitabilmente stupiti. Si rimane stupiti per il modo straordinario con cui riesce a organizzare la vita della casa e della famiglia, per la passione e la dedizione che mette ancora dopo anni nel suo lavoro, per la lucidità e la serenità con cui affronta ogni giornata. Per noi studentesse e residenti (che l’abbiamo incontrata a Porta Nevia una serata di novembre) non è necessario sapere che a marzo 2012 è stata nominata Cavaliere della Repubblica da Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica per cogliere la sua straordinarietà; la si percepisce guardando come brillano i suoi occhi quando parla di quando dopo il lavoro va a prendere le sue figlie più piccole, dei post-it su cui lascia scritto alle più grandi cosa ha preparato da mangiare per quando tornano da scuola, dei pomeriggi che ha pensato di dedicare a loro separatamente ogni settimana nell'intento di rispondere meglio ai loro desideri.

Di Elena colpisce quindi lo sguardo nuovo che riesce a avere sull'ordinario, ma perché tale stupore si trasformi in una bellezza compresa, che diventa pertanto parte di noi fino a incidere realmente sulla nostra vita, è necessario che se ne comprenda il senso. Non ci si può non chiedere come un così vivo darsi quotidiano, che inevitabilmente comporta fatica e sacrifici, possa convivere con la bellezza, la serenità e la forza che si manifestano in lei. Si tratta in realtà solo di un apparente contraddizione perché, come lei stessa afferma, ciò che la muove durante la giornata è proprio la gratitudine per la bellezza che ha ricevuto e riceve quotidianamente nella sua vita, ed è solo nel  momento in cui ci si riconosce destinatari di una  bellezza immeritata, e quindi di amore,  che ci si sente chiamati ad amare. È proprio in questa unità tra ricevere e donarsi, che solo un Amore più grande di quello umano può operare, che viene meno ogni contraddizione e si può comprendere l'Orizzonte dal quale può nascere e verso il quale  può dirigersi una vita così piena come quella di Elena. 

Khalil Gibran ne "Il profeta" scrive "Quando l'amore vi chiama, seguitelo, benché  le sue vie siano faticose e ripide" , si può proprio dire che Elena l'abbia fatto e ogni giorno è chiamata a riscegliere di farlo.